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Handicap

Rimangon sempre tutti un po’ sorpresi quando mi definisco un handicappato o quando lo fa la mia ragazza (il che capita spesso dato che é una gran simpaticona). Be’ ma non é che se mi definisco disabile, diversamente abile o invalido le cose cambiano. Son sempre handicappato. Si però se me lo dite voi mi incavolo, eh.

Carrelli

L’altra sera son tornato a casa e ho trovato un  regalo della mia ragazza: un carrellino per portare la spesa, un po’ come quello che usano le vostre nonne. Per me è utile ché con le stampelle portare i sacchetti non è  mica facile. Appena l’ho visto ho pensato che fosse un attrezzo per handicappati. Poi mi son ricordato che effettivamente lo sarei anche io e che quindi era perfetto per me.

Brutta cera

Domenica son stato in un posto a far colazione. Ché poi ci sono andato alle undici e mezza e alla fine ho anche pranzato. In pratica ho fatto un brunch ché volevo essere alla moda. Quando sono andato via il cameriere, un tipo simpatico, mi ha detto: ‘in bocca al lupo, buona guarigione’. Il fatto é che io sarei già guarito. Mi sa che non si vede mica troppo però.

Per finta

Domenica siam stati al Museo della Scienza e della Tecnica ché tanto per i disabili e i loro accompagnatori l’ingresso é gratuito. All’ingresso la signorina mi ha chiesto un documento e le ho dato la carta di identità ma pare che volesse un tesserino verde che danno ai disabili, solo che a me non me l’han mica dato. E comunque si vedeva che ero disabile. Avrà pensato che facevo finta.

Imparare a tacere

La scorsa settimana sul lavoro ho incontrato un fornitore che ha cercato di fare il simpatico, lo fanno sempre. Solo che a fare i simpatici con me si rischia la gaffe.

All’inizio mi chiede se mi son fatto male ai legamenti, gli dico di sí ché cosí chiudiam subito l’argomento ché di parlarne con lui che non so manco chi é non ne ho mica voglia. Prima di uscire, non contento, mi saluta rassicurandosi se fosse una ‘cosa veloce che passa presto’. Be’, direi velocissima…

Protesi o tutore?

Questa mattina ho fatto un esame, una scintigrafia ossea. La tecnica che lo stava eseguendo ad un certo punto mi ha chiesto se volevo togliere il tutore ché si vede lo aveva visto sui suoi schermi (o aveva creduto di vederlo). Io le ho risposto che un tutore non ce l’avevo mica ma solo una protesi e che, essendo montata dentro il mio corpo, se voleva potevo anche provare a togliermela ma mi sa che ci sarebbe voluto un po’ di tempo e poi non avrebbe potuto fare anche gli altri esami. C’era gente che aspettava. Me l’ha lasciata tenere. E’ stata gentile.

Quattro ruote motrici

Ho un rapporto conflittuale con la mia sedia a rotelle. A me non serve per andare in giro ché per quello uso le stampelle. Mi serve semmai per sedermi quando vado in posti che non han delle sedie comode per me, anche se ormai riesco un po’ ad adattarmi a tutto e infatti la sedie a rotelle non la uso praticamente mai. E poi non è neanche una vera e proprio sedia di quelle piccole, leggere e poco ingombranti che siete abituati a vedere. La mia è grande e full optional, è qualcosa come una poltrona a rotelle. Mi sa che così non ce l’han mica in tanti.


Pablic Relescion

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Un post a caso

Storia di un’anca

Nelle serie di post presenti nella categoria “storia di un’anca” c’è la mia storia raccontata da un punto di vista un po’ particolare, quello della mia anca. Ché detta così suona un po’ strana come cosa ed effettivamente lo è! Ad un certo punto della storia fanno la loro comparsa “i Cinesi” che poi son le cellule del cancro. Le ho chiamate così solo perché son tante, certamente non con un intento discriminatorio nei confronti dei simpatici asiatici. Tutti i post, che poi son le parti di questa storia, si trovan qui.

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