Posts Tagged 'confessioni ironiche'

Nuove esperienze

Oggi son andato al supermercato ché era da un po’ che non ci andavo. Da quando giro su stampelle non avevo ancora provato a prendere il carrello, solitamente compro poche cose o mi porto un accompagnatore/facchino che le porti per me. Oggi invece volevo provare l’ebbrezza del carrello. Avevo davanti a me tre opzioni:

1) Carrello con la mano sinistra, una stampella nella destra, l’altra dentro il carrello

2) Stampelle in entrambe le mani, carrello spinto con il ventre. Senza mani!

3) Sdraiarmi sul carrello mettendo dentro le stampelle

Ho provato prima la soluzione 1, poi, dopo qualche passo e con sprezzo del pericolo, ho azzardato addirittura la 3 ché volevo guidare meglio.

Direi che me la son cavata bene, non ho fatto incidenti nonostante il traffico pre-pasquale. Sembravo una di quelle persone che non ha mica tanta voglia di far la spesa e che se va in giro annoiata, con i gomiti appoggiati sul manubrio.

Alla cassa, la sorpresa. Non sapevo ci fosse, ci son finito dentro quasi per caso: la cassa con precedenza a donne incinta e disabili. Donne incinta non ce n’erano, quindi toccava a me! La coppietta di anziani in coda mi cha ceduto il posto di malavoglia, chiedendomi se dovevo passare (chissà cosa pensavan che fossì lì per fare…) e sicuramente pensando che proprio mentre c’eran loro in coda doveva saltar fuori un disabile alla guida di un carrello?

Tessera fedeltà

Questa mattina son stato all’Ospedale di Niguarda a Milano. Non ci andavo da tanto tempo e l’ho trovato molto cambiato: adesso sembra un centro commerciale, ci han messo anche dei negozi.

Mi son chiesto se non fosse il caso di farmi dare la tessera fedeltà ché io negli ospedali ci vado sempre, son un cliente affezionato.

Data di scadenza

Le protesi dopo un po’ van cambiate perché si usurano, si rovinano. Il quando dipende da come si usano, se ci si gioca a Shangai è possibile che le si debba cambiare abbastanza presto, se invece non le si usano potrebbero essere eterne. Ora io con la mia protesi non ci gioco certo ché non son mica scemo, però per usarla la uso e con il tempo si consumerà e avrà bisogno di esser cambiata. In pratica ha la data di scadenza come una mozzarella chè se la tieni in frigorifero ti dura anche una settimana ma se la lasci al sole… Speriam che la protesi usurandosi non mandi cattivo odore però. Vaglielo a spiegare a quelli che ti guardan disgustati per la puzza che non sei mica tu ma è la protesi che sta andando a male.

Un panino, esattamente tre anni fa

Il giorno dell’operazione che si è portata via la mia anca ho fatto amicizia con l’anestesista *. Mi ha rassicurato dicendo che sarebbe rimasta lì per tutto il tempo dell’operazione, che era piuttosto lunga a dir la verità (otto ore), e che si sarebbe assentata solo per mangiare. Quando mi son svegliato le ho chiesto cos’avesse mangiato ché mi piace sempre farmi gli affari degli altri. Pare che il suo pranzo fosse un panino con Jocca e pomodori ché si vede che stava a dieta. Ecco dopo tre anni mi ricordo ancora il triste pasto della mia anestesista cosa che lei ha sicuramente dimenticato. Potrei chiamarla e ricordarglielo ché magari è ingrassata e si sta strafogando con una parmigiana di melanzane. Potrebbe ricordarsi come si fa a stare a dieta. Son sicuro che mi ringrazierebbe.

* Non è stata certo una novità dato che ho fatto amicizia con tutto il personale ospedaliero degli ospedali in cui sono stato. Ma con l’anestesista avevo poco tempo. Quattro chiacchiere e poi via nel mondo dei sogni ché il suo lavoro non è mica intrattenere i pazienti ma farli dormire. Insomma diventare amici in pochi minuti non è stato mica facile.

A quattro zampe

Qualche giorno fa mi son reso conto che, andando sempre in giro con le stampelle, in pratica sono un quadrupede. Non è mica bella ‘sta cosa qua.

Un uomo in carriera

Non me ne ero mai accorto prima ma pare che vadan tutti in giro con le stampelle, chi con due, chi con una sola, o con i bastoni o con ogni sorta di marchingegno che aiuti la deambulazione. Da quando anche io giro su quattro gambe (ho scritto gambe, non zampe ché non son mica un animale), noto molto di più chi viaggia come me o in modo simile. Possiamo definirla deformazione professionale.

Il fermacarte

Quando ti dicon che nell’intervento chirurgico a cui stai per sottoporti potresti perdere una gamba non la prendi mica troppo bene. Sì, perché non è che poi la ritrovi se ti metti a cercarla. In realtà però non realizzi appieno quello che rischi, sarà perché senza un pezzo non ti ci vedi proprio o forse perché alla fin fine ti fidi dei dottori. Sì, proprio gli stessi che metton le mani avanti parlando dei rischi dell’operazione. Quando ti svegli e, per prima cosa, chiedi alla prima tizia che passa “ce l’ho ancora la gamba? Son tutto intero?” e ricevi in risposta un bello sorrisone, capisci la gran botta di fortuna che hai avuto. L’hai scampata bella e hai ancora quasi tutto attaccato al corpo. “Quasi” perché un’anca se la son presa ché si vede che gli piaceva e se la volevan tenere. O forse avevan bisogno di un fermacarte un po’ originale.


Pablic Relescion

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Un post a caso

Storia di un’anca

Nelle serie di post presenti nella categoria “storia di un’anca” c’è la mia storia raccontata da un punto di vista un po’ particolare, quello della mia anca. Ché detta così suona un po’ strana come cosa ed effettivamente lo è! Ad un certo punto della storia fanno la loro comparsa “i Cinesi” che poi son le cellule del cancro. Le ho chiamate così solo perché son tante, certamente non con un intento discriminatorio nei confronti dei simpatici asiatici. Tutti i post, che poi son le parti di questa storia, si trovan qui.

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