Cecità

Venerdì, negozio in centro, parcheggio disabili occupato da un motorino. La proprietaria ‘anche io ho un handicappato in famiglia, non l’avevo visto‘.

Sabato, parcheggio del supermercato, posti lontani dall’entrata vuoti, parcheggi disabili di fronte all’ingresso occupati da persone senza pass ‘ah! E’ un parcheggio disabili? Non l’avevo visto’.

Magari i prossimi parcheggi disabili li facciam con una bella striscia fucsia e magari con un tendone tipo circo. Almeno non potranno dire di non averli visti.  Chissà che scusa si inventeranno. Son curioso.

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1 Response to “Cecità”


  1. 1 Shunrei 23 aprile 2012 alle 15:12

    E’ un po’ il corrispettivo della sindrome di quelli che parcheggiano nei posti riservati a donne incinte o “neomamme”: poi ne scendono 60enni in andropausa (sì, “andro”… fossero state donne, un qualche dubbio poteva esserci…) o famigliole con pargoli dei quali il più piccolo ha 12 anni e esce dal finestrino con un doppio carpiato.
    E’ davanti a scene come queste che mi rendo conto che deve esser proprio vero che “per la mamma sei sempre piccolo”. Soprattutto quando può risparmiarsi di fare quei 3 metri in più per raggiungere il centro commerciale…


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Un post a caso

Storia di un’anca

Nelle serie di post presenti nella categoria “storia di un’anca” c’è la mia storia raccontata da un punto di vista un po’ particolare, quello della mia anca. Ché detta così suona un po’ strana come cosa ed effettivamente lo è! Ad un certo punto della storia fanno la loro comparsa “i Cinesi” che poi son le cellule del cancro. Le ho chiamate così solo perché son tante, certamente non con un intento discriminatorio nei confronti dei simpatici asiatici. Tutti i post, che poi son le parti di questa storia, si trovan qui.

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