Archivio per dicembre 2011

Occhio non vede, cuore non duole

La scorsa settimana siam stati al cinema, quello che ci vuole bene. Abbiam parcheggiato nel parcheggio disabili ché c’era posto ma non era mica tutto libero. Una delle macchine parcheggiate in particolare sembrava una macchina da corsa con spoiler, alettoni e marmittone da competizione. Siam sicuri che aveva il pass disabili ma per sicurezza non abbiam controllato. Altrimenti c’era il rischio che la mia ragazza chiamasse i carabinieri e che passassimo la serata ad aspettarli.

Spirito natalizio

A Natale son tutti più buoni. Poi vai al supermercato e i parcheggi disabili son tutti occupati da chi non ha il pass. Se il pass ce l’hanno è perché si son portati dietro il nonno 97enne che non usciva di casa da tre anni. Ma almeno con lui posson parcheggiare vicino agli ascensori senza violare le regole.

Diritto in vena

Non so quanti esami del sangue ho fatto nella mia vita, un centinaio almeno. A sentire dottori e infermieri, pare proprio che io abbia proprio delle gran belle vene. Non lo dico mica per vantarmi, altrimenti le fotografo e le facevo vedere a tutti su feisbuc. Lo scrivo perché me l’han detto in tanti. E che belle vene che hai, e se i prelievi li facessimo sempre a gente con le tue vene, e come son belle grosse, e com’è facile trovarti la vena, ecc. Avrei dovuto pensare ad una carriera da tossicomane.

Sono un tipo spaventoso

In diverse occasioni ho scritto dei miei problemi con l’acqua, anzi con la pioggia per essere più precisi. Il top lo raggiungo quando vado alle partite di calcetto con gli amici (all’aperto ovviamente), dove non c’è la panchina per il mister (quasi sempre) e si mette a diluviare (a Novembre praticamente tutte le partite). Son costretto quindi a ripararmi con una mantellina che non fa troppo allenatore direi. Sembro più qualcosa tipo Belfagor. Per fortuna giochiam la sera tardi così non mi vedono i bambini. Avrebbero degli incubi su un mostro incappucciato con due bastoni lunghi lunghi.

Buonanotte

Quando vado a dormire alla sera mi ritrovo nel letto con la mia ragazza (conviviamo), con il cane Oliver (é un topolino da un chilo e mezzo e porta via poco spazio) e i suoi pupazzi, un osso di tessuto, il delfino Flipper, la mucca Vittoria e a volte anche la pecora Dolly. Sembra di essere allo zoo.

Meglio la pay-TV

Dopo il post di ieri, in cui raccontavo di come avevamo fatto portar via un po’ di macchine che eran parcheggiate sui posti per disabili, e i seguenti complimenti che mi son giunti mi tocca fare una precisazione. Io, fosse stato per me medesimo, non avrei chiamato proprio nessuno ché son un tipo tranquillo e il mio parcheggio comunque l’avevo trovato. E’ la mia ragazza che ha chiamato i Carabinieri. Lei se vede un’ingiustizia va su tutte le furie, le girano quelle cose lì che in teoria non dovrebbe neanche avere e, se può, passa al contrattacco. E come se la rideva al pensiero delle macchine che venivan portate via… Devo ammettere però che lì me la ridevo pure io… E non era neanche la prima volta che ci provava dato che duesettimane fa eravamo stati allo stesso cinema, avevamo visto le solite macchine senza pass disabili e lei aveva chiamato i Carabinieri ma non si eran capiti, era caduta la linea e non era successo niente. Domenica sera li ha fatti uscire e sappiamo com’è andata. Il mio dubbio adesso è: non è che ogni volta che andiam in quel cinema lì finisce per chiamarmi i Carabinieri? Altrimenti mi tocca andar là due ore prima tutte le volte…

Ride bene chi ride ultimo

Ieri sera siam stati al cinema. Abbiam parcheggiato nel parcheggio disabili dove eran rimasti solo due posti liberi (su nove) ché si vede che era la serata per carrozzine al cinema. Invece delle altre sei macchine parcheggiate solo una era di un disabile, o comunque di uno con il pass disabili che non è proprio la stessa cosa. Le altre sei eran tutte di persone apparentemente normodotate, in realtà dotate di una gran bella faccia tosta (mi sono autocensurato).

Abbiam così chiamato i carabinieri ché sono arrivati in cinque minuti di orologio tra lo stupore generale ché non si son mai visti dei carabinieri così veloci. A quel punto son fioccate le contravvenzioni per i più fortunati (quelli che tornavan alle macchine). Quelli che invece si stavan guardando un film, una volta tornati a prender la macchina, avran pensato che gli avevan rubata. Niente paura. Si trova sana e salva al deposito.


Pablic Relescion

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Un post a caso

Storia di un’anca

Nelle serie di post presenti nella categoria “storia di un’anca” c’è la mia storia raccontata da un punto di vista un po’ particolare, quello della mia anca. Ché detta così suona un po’ strana come cosa ed effettivamente lo è! Ad un certo punto della storia fanno la loro comparsa “i Cinesi” che poi son le cellule del cancro. Le ho chiamate così solo perché son tante, certamente non con un intento discriminatorio nei confronti dei simpatici asiatici. Tutti i post, che poi son le parti di questa storia, si trovan qui.

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