A L

Ieri è morta una mia amica. La chiamo così anche se non ci conoscevam tanto bene perché si avevano proprio tante cose in comune. Come l’età ad esempio. Lei aveva 33 anni ché poi son anche gli anni miei per un altro paio di settimane. Era proprio una ragazza speciale e non lo dico certo solo perché se ne è andata. Che era speciale era dimostrato da tutte le cose che ha fatto nella sua vita, come quella di sposarsi in ospedale a Ferragosto ché non lo fan mica in tanti. Soprattutto provate voi in tre giorni ad organizzare un matrimonio completo di tutto: torta, inviatati, vestiti, bomboniere, testimoni, anelli, rinfresco, ecc. Non è mica facile. Per riuscirci bisogna avere un paio di marce in più e lei ne aveva anche sei o sette più di noi.

Questa mia amica qua ha affrontato un lungo percorso di malattia quasi sempre con il sorriso sulle labbra. Dico “quasi” perché quando le cose van male non è che si può sempre ridere ed essere ottimisti, qualche momento di sconforto capita. E lo dico per esperienza diretta.

Non sapevo se e come ricordarla. Alla fine ho deciso di scriverne brevemente con un sorriso, quello che faceva capolino tra le guance mentre si leggeva sul suo blog della sua battaglia contro la “bestiaccia” che alla fine se l’è portata via.

Se chiudo gli occhi vedo il suo dolce sorriso nel giorno delle sue nozze. E’ questa la sua immagine che porterò con me. Insieme alle mie stampelle ché quelle non posso mica lasciarle in giro.

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2 Responses to “A L”


  1. 1 Linda 5 ottobre 2011 alle 17:02

    Eh già, anche io ho appreso la notizia dal sito del Corriere e giusto il giorno prima ero andata a leggere l’ultimo suo post pensando che, stranamente, non aveva alcun aggiornamento dal 25 settembre…
    Leggevo il suo blog come leggo il tuo: senza intervenire o lasciare post, non avevo nulla di originale da scrivere.
    Oggi sono venuta a vedere qua e ho trovato quello che mi aspettavo.
    Non so se avrei la forza che ha dimostrato lei e che hai dimostrato anche tu, sinceramente non me lo voglio neanche chiedere.
    Cmq ieri una lacrima mi è scesa.

    http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=273

  2. 2 ziacris 7 ottobre 2011 alle 18:37

    Bravo, l’hai ricordata benissimo…ti ricordi il prete dle matrimonio? Be’ ha celebrato anche il funerale con la stessa vervè e lo abbiamo applaudito come al matrimonio.
    A presto


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Un post a caso

Storia di un’anca

Nelle serie di post presenti nella categoria “storia di un’anca” c’è la mia storia raccontata da un punto di vista un po’ particolare, quello della mia anca. Ché detta così suona un po’ strana come cosa ed effettivamente lo è! Ad un certo punto della storia fanno la loro comparsa “i Cinesi” che poi son le cellule del cancro. Le ho chiamate così solo perché son tante, certamente non con un intento discriminatorio nei confronti dei simpatici asiatici. Tutti i post, che poi son le parti di questa storia, si trovan qui.

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