Archivio per agosto 2011

Mamma li Turchi

A Milano (ma ormai in tutta Italia) é pieno di posti dove preparano e vendono il kebab. Io lo chiamo cosí ma a legger le insegne non si capisce mica come si chiama. Kebab, kebap, kepap o kepab? Si perché è scritto sempre diverso. Dovrebbero trovarsi tutti i kebabbari (o kepappari o kebappari o kepabbari) e decidere come si chiama il loro prodotto ché la gente saprebbe cosa mangia e gli affari mi sa che andrebbero anche meglio.

Carrelli

L’altra sera son tornato a casa e ho trovato un  regalo della mia ragazza: un carrellino per portare la spesa, un po’ come quello che usano le vostre nonne. Per me è utile ché con le stampelle portare i sacchetti non è  mica facile. Appena l’ho visto ho pensato che fosse un attrezzo per handicappati. Poi mi son ricordato che effettivamente lo sarei anche io e che quindi era perfetto per me.

Scottarsi col fuoco

L’altra sera ho lasciato una stampella vicino al fuoco. Sì perché l’ho appoggiata vicino ai fornelli mentre sbrigavo alcune faccende. Il problema é che il calore scioglie la plastica e un ingegnere chimico se ne dovrebbe ricordare. Quando l’ho ripresa l’ho trovata irrimediabilmente segnata. In pratica una parte del manico si é sciolta deformandosi. Era già un pezzo unico per via di Road Runner e tutto il resto. Adesso é anche inimitabile. Letteralmente.

Brutta cera

Domenica son stato in un posto a far colazione. Ché poi ci sono andato alle undici e mezza e alla fine ho anche pranzato. In pratica ho fatto un brunch ché volevo essere alla moda. Quando sono andato via il cameriere, un tipo simpatico, mi ha detto: ‘in bocca al lupo, buona guarigione’. Il fatto é che io sarei già guarito. Mi sa che non si vede mica troppo però.

Per finta

Domenica siam stati al Museo della Scienza e della Tecnica ché tanto per i disabili e i loro accompagnatori l’ingresso é gratuito. All’ingresso la signorina mi ha chiesto un documento e le ho dato la carta di identità ma pare che volesse un tesserino verde che danno ai disabili, solo che a me non me l’han mica dato. E comunque si vedeva che ero disabile. Avrà pensato che facevo finta.


Pablic Relescion

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Un post a caso

Storia di un’anca

Nelle serie di post presenti nella categoria “storia di un’anca” c’è la mia storia raccontata da un punto di vista un po’ particolare, quello della mia anca. Ché detta così suona un po’ strana come cosa ed effettivamente lo è! Ad un certo punto della storia fanno la loro comparsa “i Cinesi” che poi son le cellule del cancro. Le ho chiamate così solo perché son tante, certamente non con un intento discriminatorio nei confronti dei simpatici asiatici. Tutti i post, che poi son le parti di questa storia, si trovan qui.

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