Mani legate

C’è chi cammina con una mano libera, chi cammina con due mani libere, e c’è chi cammina con le mani occupate.  Inutile dire che le mie stringon quasi sempre un paio di stampelle. “Quasi”, perché ogni tanto mi concedo il lusso di usarne solo una ed è festa grande. Con una mano mentre si cammina si posson fare tante cose che quasi non ce ne si rende conto. Lo so, leggendo “ce ne si” vi si è attorcigliata la lingua, che volete farci? Capita.

Tornando alle mani. A me ne servirebbero tre, una per la stampella destra, una per quella sinistra, e una per stringer le mani degli altri quando devo salutarli, oppure per portare un qualsiasi sacchetto, ché portarlo insieme alle stampelle è più difficile di quanto non si possa pensare. Il sacchetto infatti viaggia ritmicamente insieme alle stampelle e, se è pesante, può sbilanciarmi. Insomma, è una vera scocciatura e quindi solitamente preferisco andar senza. Senza sacchetto intendo, ché senza stampelle non vado da nessuna parte.

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3 Responses to “Mani legate”


  1. 1 unarosaverde 20 giugno 2011 alle 06:56

    Ho iniziato due mesi fa una convivenza forzata, a tempo determinato, ma non so ancora quando scadrà, con un paio di stampelle: oltre ad aver imparato ad utilizzarle come faceva Po di Kung Fu Panda con i bastoncini, per spostare, tirare, recuperare, allontanare gli oggetti intorno a me, che a volte è anche comodo, ho deciso che la soluzione migliore è quella di girare con uno zainetto anche per casa, altrimenti mi tocca tirarmi in giro le cose portandole tra i denti o in presa precaria tra le dita…

  2. 2 marcolicchio 20 giugno 2011 alle 18:36

    Io in casa uso solo una stampella e il problema non si pone avendo una mano libera. L’idea dello zaino non mi sarebbe mai venuta, sei troppo avanti per me!

  3. 3 unarosaverde 20 giugno 2011 alle 18:55

    Logistica da ingegnere, temo…sto ancora lavorando sull’infilarmi le calze (con l’aiuto di una pinza per ora, ma cerco soluzioni più raffinate). Qualche suggerimento?


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Un post a caso

Storia di un’anca

Nelle serie di post presenti nella categoria “storia di un’anca” c’è la mia storia raccontata da un punto di vista un po’ particolare, quello della mia anca. Ché detta così suona un po’ strana come cosa ed effettivamente lo è! Ad un certo punto della storia fanno la loro comparsa “i Cinesi” che poi son le cellule del cancro. Le ho chiamate così solo perché son tante, certamente non con un intento discriminatorio nei confronti dei simpatici asiatici. Tutti i post, che poi son le parti di questa storia, si trovan qui.

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