Un panino, esattamente tre anni fa

Il giorno dell’operazione che si è portata via la mia anca ho fatto amicizia con l’anestesista *. Mi ha rassicurato dicendo che sarebbe rimasta lì per tutto il tempo dell’operazione, che era piuttosto lunga a dir la verità (otto ore), e che si sarebbe assentata solo per mangiare. Quando mi son svegliato le ho chiesto cos’avesse mangiato ché mi piace sempre farmi gli affari degli altri. Pare che il suo pranzo fosse un panino con Jocca e pomodori ché si vede che stava a dieta. Ecco dopo tre anni mi ricordo ancora il triste pasto della mia anestesista cosa che lei ha sicuramente dimenticato. Potrei chiamarla e ricordarglielo ché magari è ingrassata e si sta strafogando con una parmigiana di melanzane. Potrebbe ricordarsi come si fa a stare a dieta. Son sicuro che mi ringrazierebbe.

* Non è stata certo una novità dato che ho fatto amicizia con tutto il personale ospedaliero degli ospedali in cui sono stato. Ma con l’anestesista avevo poco tempo. Quattro chiacchiere e poi via nel mondo dei sogni ché il suo lavoro non è mica intrattenere i pazienti ma farli dormire. Insomma diventare amici in pochi minuti non è stato mica facile.

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12 Responses to “Un panino, esattamente tre anni fa”


  1. 1 fede 10 aprile 2011 alle 21:24

    E’ la prima volta che capito da queste parti, direi che le presentazioni sono d’obbligo; Federica, piacere.
    Dicevo, sono arrivata qui per caso e ho dato un occhiata in giro-spero non ti dispiaccia. Volevo solo dirti (I’m just throwing in my two cents direbbero gli anglofoni) che mi piace molto il tuo stile e che non mi sembra megalomane considerare il tuo blog letterario(a mio modestissimo parere).Ultima cosa, poi la pianto-giuro-complimenti per il “ché” con l’accento acuto, che con il povero “po’” subisce maltrattamenti di continuo. Buona serata.
    ps: Rileggendomi sembro una prof di Italiano settantenne con i capelli raccolti e la bacchetta in mano. Modello McGranitt, per intenderci. No, di anni ne ho 21 e non voglio insegnare, ma sulla grammatica sono sensibile.

  2. 2 ziacris 11 aprile 2011 alle 15:56

    il mio primo anestesista, quasi 8 anni fa, discusse con me prima e dopo di moto, non ci credeva, si è dovuto ricredrequando ha chiesto conferma al Ferrari

  3. 3 4p 11 aprile 2011 alle 21:40

    Mi ricordo l’atmosfera che c’era intorno a noi, in sala d’aspetto, una folla, ma che cosa e se abbiamo mangiato proprio non mi viene in mente.
    C’era chi leggeva il quotidiano, chi un libro, chi faceva la settimana enigmistica, chi si è addormentato sul tavolo, chi andava avanti e indietro, chi provava a chiacchierare del più e del meno, chi guardava l’orologio, chi andava a fumare, e chi guardava e riguardava quei disegni appesi al muro fatti da bambini, ricordo le piccole dediche e le loro firme.
    E poi ricordo un piccolo ragazzino su una sedia a rotelle, con la gamba stesa. Era pelatino e tanto bello, che il suo papà che lo portava avanti e indietro.
    4 p

  4. 4 4p 12 aprile 2011 alle 09:10

    CHE-CHE-CHE- CON, giuro, errore di battitura.
    4 p

  5. 5 Massimiliano 12 aprile 2011 alle 14:10

    Ho letto il primo commento e ora sono terrorizzato. Ho paura di imbattermi in qualche strafalcione. Ermione potrebbe leggere!

    Io non ricordo la mia anestesista il giorno in cui ho sfiorato il tunnel… ricordo solo una donnina, infermiera, alta + o – una bombola da campeggio, che cercava di infilarmi l’ago canula nella mano e io che stravo per schiattare, mi disperavo di quell’iniquo dolore alla mano! ahahaha

  6. 6 Giorgia 13 aprile 2011 alle 00:01

    Hai ragione, con gli anestesisti ci s’intrattiene pochino… Bravo a ricordarti di lei!

  7. 7 configurazione modem fpt adsl telecom 26 agosto 2016 alle 21:59

    Sono սna settimana che naviуօ e questo pοst è la sola cosa convincеnte che ho visto.
    Realmente affasϲinante. Տe tutte lᥱ persone che creano
    siti web badasssero a offrire mateгiale briⅼlaqnte come il
    tuo internet saгebbe certamente più facile dda legɡere.

    Grazie!


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Storia di un’anca

Nelle serie di post presenti nella categoria “storia di un’anca” c’è la mia storia raccontata da un punto di vista un po’ particolare, quello della mia anca. Ché detta così suona un po’ strana come cosa ed effettivamente lo è! Ad un certo punto della storia fanno la loro comparsa “i Cinesi” che poi son le cellule del cancro. Le ho chiamate così solo perché son tante, certamente non con un intento discriminatorio nei confronti dei simpatici asiatici. Tutti i post, che poi son le parti di questa storia, si trovan qui.

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