Archivio per aprile 2011

L’uomo silente

Dalle mie parti c’è un uomo silente. Un tizio che gira con le mani unite davanti all’addome. Un uomo silenzioso che per salutare fa un cenno con la testa e muove a malapena le labbra, accennando un pallido sorriso. Spesso, tra le mani giunte, tiene una sigaretta che si porta alla bocca con grande calma ché si vede che non ha fretta. A quella velocità farà in tempo a fare sì e no tre tiri prima che rimanga solo un mozzicone. Forse è un modo per cercare di smettere di fumare.

L’uomo silente ha una passione: le macchine. Ogni tanto lo si vede in giro con un nuovo autoveicolo. Sempre auto grandi ché si vede che ha dei problemi sessuali se è vero quello che dicono su chi ha le macchine di grosse dimensioni. Io infatti ho sempre avuto auto piccole.

Divertirsi con poco

“Non sono mica handicappato”. Da un po’ di tempo mi diverto un sacco a dirlo in tono scherzoso. Son fatto così, mi diverto con poco.

Bombe intelligenti

In questi giorni vengon sganciate delle bombe neanche tanto lontano da qui. Ma io son contento e orgoglioso perché pare che quelle che lanciam noi siano per degli “attacchi mirati”. Come se gli altri sparacchiassero a casaccio prendendo un po’ quel che capita. Ma loro fan la guerra, mica come noi. Noi prendiam solo la mira, poi la guerra la fan le bombe.

La finestra sul cortile

Ormai son più di venticinque anni che abito qui. Ho visto gli adulti diventar vecchi e i bambini diventar genitori, i magri diventare grassi e i grassi diventar ancora più grassi e quelli ancora più grassi li ho visti quasi esplodere che, ad abitarci sotto, c’è paura che ti sfondino il soffitto. Ho visto le macchine che han comprato i miei vicini, ora dei bolidi, ora delle utilitarie, ora nuove, ora usate e li ho visti inseguire gli autobus. Li ho visti andar a far la spesa, andar a lavorare e tornare a casa, prendere le biciclette e portar fuori i cani. Chè detta così pare che non abbia avuto nient’altro da fare che stare a guardar gli altri. Li ho visti ammalarsi e guarire e loro avran visto me fare lo stesso in continuazione. Credo sia stato il mio passatempo preferito negli ultimi vent’anni. Mi sa che lo cambio.

Nuove esperienze

Oggi son andato al supermercato ché era da un po’ che non ci andavo. Da quando giro su stampelle non avevo ancora provato a prendere il carrello, solitamente compro poche cose o mi porto un accompagnatore/facchino che le porti per me. Oggi invece volevo provare l’ebbrezza del carrello. Avevo davanti a me tre opzioni:

1) Carrello con la mano sinistra, una stampella nella destra, l’altra dentro il carrello

2) Stampelle in entrambe le mani, carrello spinto con il ventre. Senza mani!

3) Sdraiarmi sul carrello mettendo dentro le stampelle

Ho provato prima la soluzione 1, poi, dopo qualche passo e con sprezzo del pericolo, ho azzardato addirittura la 3 ché volevo guidare meglio.

Direi che me la son cavata bene, non ho fatto incidenti nonostante il traffico pre-pasquale. Sembravo una di quelle persone che non ha mica tanta voglia di far la spesa e che se va in giro annoiata, con i gomiti appoggiati sul manubrio.

Alla cassa, la sorpresa. Non sapevo ci fosse, ci son finito dentro quasi per caso: la cassa con precedenza a donne incinta e disabili. Donne incinta non ce n’erano, quindi toccava a me! La coppietta di anziani in coda mi cha ceduto il posto di malavoglia, chiedendomi se dovevo passare (chissà cosa pensavan che fossì lì per fare…) e sicuramente pensando che proprio mentre c’eran loro in coda doveva saltar fuori un disabile alla guida di un carrello?

Tessera fedeltà

Questa mattina son stato all’Ospedale di Niguarda a Milano. Non ci andavo da tanto tempo e l’ho trovato molto cambiato: adesso sembra un centro commerciale, ci han messo anche dei negozi.

Mi son chiesto se non fosse il caso di farmi dare la tessera fedeltà ché io negli ospedali ci vado sempre, son un cliente affezionato.

Le stampelle di Road Runner

Le  mie stampelle son verdi. In realtà eran verdi prima che le facessi colorare con il prato, il cielo, l’arcobaleno, lo spazio, le stelle e la luna. E poi ci son anche Road Runner (per la serie vorrei ma non posso) e Willie il Coyote. A ben vedere sembran quasi le stampelle di un bambino ma a me piacevan un po’ allegre ché se le volevo serie allora mi tenevo quelle nere da cerimonia.


Pablic Relescion

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Un post a caso

Storia di un’anca

Nelle serie di post presenti nella categoria “storia di un’anca” c’è la mia storia raccontata da un punto di vista un po’ particolare, quello della mia anca. Ché detta così suona un po’ strana come cosa ed effettivamente lo è! Ad un certo punto della storia fanno la loro comparsa “i Cinesi” che poi son le cellule del cancro. Le ho chiamate così solo perché son tante, certamente non con un intento discriminatorio nei confronti dei simpatici asiatici. Tutti i post, che poi son le parti di questa storia, si trovan qui.

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