Vicino e lontano

Il mio piede destro è lì, si muove attaccato alla caviglia. Sta a meno di un metro dalle mie mani eppure non lo posso toccare. E’ strano perché è così vicino ma irraggiungibile. La nostra storia (mia e del mio piede intendo) sembra un po’ quella che si vede in alcuni film quando c’è qualcuno che sta per precipitare in un dirupo e un amico si sporge “afferra la mia mano! Non mollare!”. E le mani son lì vicine, sembra che si tocchino ma non ce la fan mica e puntualmente il tizio in bilico precipita nel vuoto. Ecco il mio piede sembra proprio lì sul punto di precipitare solo che non cade, passa la maggior parte del suo tempo a contatto con il suolo e da lì è un po’ dura cadere a meno che non si buchi il pavimento.

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Un post a caso

Storia di un’anca

Nelle serie di post presenti nella categoria “storia di un’anca” c’è la mia storia raccontata da un punto di vista un po’ particolare, quello della mia anca. Ché detta così suona un po’ strana come cosa ed effettivamente lo è! Ad un certo punto della storia fanno la loro comparsa “i Cinesi” che poi son le cellule del cancro. Le ho chiamate così solo perché son tante, certamente non con un intento discriminatorio nei confronti dei simpatici asiatici. Tutti i post, che poi son le parti di questa storia, si trovan qui.

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