Archivio per febbraio 2011

Il fermacarte

Quando ti dicon che nell’intervento chirurgico a cui stai per sottoporti potresti perdere una gamba non la prendi mica troppo bene. Sì, perché non è che poi la ritrovi se ti metti a cercarla. In realtà però non realizzi appieno quello che rischi, sarà perché senza un pezzo non ti ci vedi proprio o forse perché alla fin fine ti fidi dei dottori. Sì, proprio gli stessi che metton le mani avanti parlando dei rischi dell’operazione. Quando ti svegli e, per prima cosa, chiedi alla prima tizia che passa “ce l’ho ancora la gamba? Son tutto intero?” e ricevi in risposta un bello sorrisone, capisci la gran botta di fortuna che hai avuto. L’hai scampata bella e hai ancora quasi tutto attaccato al corpo. “Quasi” perché un’anca se la son presa ché si vede che gli piaceva e se la volevan tenere. O forse avevan bisogno di un fermacarte un po’ originale.

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Si vede che son proprio conciato male

Oggi al supermercato un ottantenne col bastone mi voleva cedere il suo posto in coda… Ho rifiutato. A tutto c’é un limite.

Sanità di corpo

In uno dei miei tanti soggiorni in ospedale ho diviso la camera con un tizio che soffriva di evidenti problemi di aerofagia e passava le notti “suonando” ed emettendo dei sospiri di sollievo. A volte i suoni eran soffocati, quasi silenziosi. Altre invece eran proprio fragorosi di quelli che non ti scappan mica per sbaglio ma che ti ci devi metter proprio d’impegno. Eran quelli che gli davan maggior soddisfazione. A me invece non ne davan mica troppa.

Pregherò per te

Week-end a Berlino di addio al celibato. Eravamo in sei uomini in gita goliardica. Cosa ci può essere di più lontano da una situazione di questo tipo?

La preghiera

In prossimità del parlamento tedesco, mi si avvicina una ragazza inglese o americana chiedendomi se può pregare per me. Un po’ stupito ma anche commosso (son credente) e imbarazzato le ho risposto di si ché una preghiera non fa mai male e poi come fai a dire di no? Nella frazione di secondo in cui rispondevo, già me la vedevo in chiesa prostrata davanti all’altare.

Sbagliavo

Nell’imbarazzo generale mi ha toccato il braccio e ha attaccato: “Oh, Jesus….”. Ha iniziato a pregare per me lì, all’aperto. Si vede che non aveva tempo da perdere oppure le sarò sembrato moribondo e avrà pensato che era meglio cominciare subito , ché magari non faceva in tempo ad arrivare in chiesa che ero già passato a miglior vita.

Il grande sonno

Ho finito di leggere da poco “Il Grande Sonno” di Raymond Chandler. E’ il primo romanzo che ha per protagonista l’investigatore privato Philip Marlowe. Un romanzo noir di quelli vecchio stampo. Il libro, scritto nel 1939, è ambiento nella Los Angeles degli anni ‘30 eppure le persone si dan tutte del voi manco fossimo nel ‘700. Roba che a leggere un dialogo ci si chiede a chi si rivolga il personaggio che parla. Ad una o più persone? A loro o a lui? Spesso quindi, leggendo delle scene in cui due persone parlano tra di loro dandosi del voi, mi son chiesto se non ci fosse nascosto qualcuno dietro un angolo. O magari dietro ad una tenda. Ché in un giallo poteva anche essere.

Storia di un’anca/16

10 Aprile 2010

Buongiorno dottore! Eccomi qui. Ma che fa con quella sega??? Non vorrà mica tagliarmi! E cosa ci fa tutta questa gente con camici e mascherine? No! Non mi porti via! Voglio rimanere qui!! Si prenda i muscoli piuttosto! E cos’è quella cosa in metallo che mi assomiglia? Non mi vorrà mica sostituire? Cos’ho fatto di male? Ho solo dato un po’ di ospitalità a qualche Cinese! Come facevo a sapere che si sarebbero portati gli amici?

Va bene, ho capito che non c’è niente da fare. Se il prezzo da pagare per salvare la vita a l capo è questo, tagliatemi pure ma almeno ricordatevi di me! In questi mesi ho scritto qualche riga raccontando quello che mi succedeva. Almeno fatemi diventare una scrittrice famosa! Addio mondo crudele!

[Fine]

Buon appetito

Ho frequentato con una certa assiduità le cucine ospedaliere. Anni fa si mangiava sicuramente peggio, oggi, tutto sommato, il cibo a pranzo è passabile. A cena c’è un duplice problema. Da una parte ti fan cenare ad un orario in cui di solito si fa merenda, le sei – sei e un quarto. Dall’altra ti portan solo cose leggere e semplici come se tutti i ricoverati fossero dei novantenni. Roba che una pasta in bianco è il massimo della trasgressione possibile. Non si pretende una peperonata o un’impepata di cozze, basterebbe il cibo servito a mezzogiorno.

Una volta mi han portato un pollo alla diavola che non era affatto male. Ché poi non era mica tanto piccante. Gli avran fatto un esorcismo.


Pablic Relescion

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Un post a caso

Storia di un’anca

Nelle serie di post presenti nella categoria “storia di un’anca” c’è la mia storia raccontata da un punto di vista un po’ particolare, quello della mia anca. Ché detta così suona un po’ strana come cosa ed effettivamente lo è! Ad un certo punto della storia fanno la loro comparsa “i Cinesi” che poi son le cellule del cancro. Le ho chiamate così solo perché son tante, certamente non con un intento discriminatorio nei confronti dei simpatici asiatici. Tutti i post, che poi son le parti di questa storia, si trovan qui.

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