Archivio per dicembre 2010

Cipollino

E’ arrivato il momento di fare outing su Cipollino, il personaggio che interpretava Massimo Boldi negli anni ottanta. Quello di “bestia che roba!”, “Tachicardia tatatatata, tatatatata” ecc. A me piaceva un sacco quando faceva la gag del telegiornale. Si preparava da mangiare in attesa di andare in onda, raccomandando alla regia di informarlo quando sarebbe iniziata la diretta. Puntualmente mentre si metteva in bocca un panino lungo mezzo metro, si sentiva una voce fuori campo “in onda”. E mi sganasciavo dalle risate nonostante la gag fosse sempre la stessa. Ero piccolo ma se mi capita di vederlo rido anche adesso. Mi devo preoccupare?

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Letterina a Babbo Natale

Caro Babbo Natale *,

nonostante l’anno scorso tu non mi abbia calcolato neanche per sbaglio, ho deciso di scriverti una nuova letterina anche in occasione del prossimo Natale ché son un tipo testardo e spero tanto che tu quest’anno non faccia lo gnorri e mi stia a sentire.

Innanzitutto mi scuso per il ritardo con cui ti scrivo. Spero di non scombussolarti i piani per il caricamento della slitta (o delle slitte) (a proposito, ma quante sono? Con tutta la roba che ti porti in giro…). Quest’anno vorrei tanto che mi portassi un’anca tutta nuova. Niente di impegnativo non preocuuparti, andrebbe bene anche quella di una persona anziana un po’ sciancata, basta che non abbia l’osteoporosi. Come vedi non ho molte pretese ma se pensi che sia un regalo troppo impegnativo, lascia perdere. Un panettone va sempre bene ché tanto son contento anche così.

P.S. Almeno il panettone ricordati di portarmelo, eh!

* Mi perdonerà, caro sig. Natale, se le dò del tu.

Storia di un’anca/10

21 Settembre 2007

Brutta giornata oggi. Al mio proprietario, che poi sarebbe il padrone della baracca qui, hanno appena diagnosticato un cancro. A dir la verità il cancro ce l’ho io, mica lui. Ma si crede importante e dice che è lui ad essere malato. E a me chi ci pensa? Lui lo cureranno ma a me che faranno? Ormai tutti questi Cinesi come si fa a mandarli via? E’ da tempo che gli ho dato lo sfratto ma loro son rimasti ché di vede che qui ci stan proprio bene. Mi sa che ci vuole una soluzione drastica e che a me mi butteran via come una scarpa vecchia. Qui tira una gran brutta aria… Che dite, mi devo preoccupare?

[continua]

Visita di invalidità/3

La visita per l’invalidità si sta rivelando una fonte inesauribile di spunti. Son cose di cui si sente sempre parlare e quando le si vive in prima persona ne saltan fuori storie e aneddoti da raccontare.

Dunque, quando si fa la visita per la revisione non è che continuano a darti la pensione, e no! Quella te la sospendono. Metti che ti è ricresciuta la gamba che non hai o ti è tornata la vista? Mica vogliam buttare via i soldi ché quelli bisogna darli ai falsi invalidi, altrimenti come campano? Prima di ricominciare a prendere la pensione dopo la visita, passan dei mesi perché un ufficio deve dire a quello di fianco che ne hai ancora diritto e son cose lunghe. A me ‘sta cosa qui non mi sembra mica normale. Personalmente mi fa un baffo perché, lavorando, non ho tutto ‘sto bisogno di quei soldi (si ma, non ditelo in giro, eh!), ma uno che ci campa che fa? Poi ti danno anche gli arretrati ma nei mesi in cui stai senza?

Stampelle nella neve

Nevica e io son felice come un bambino. Tutti mi dicon che è brutto, che la neve porta solo tanti disagi. Sarà anche vero, ma il bambino che è in me è sempre felice quando nevica nonostante che andare in giro sulle stampelle in mezzo alla neve non sia propriamente la cosa più semplice e sicura del mondo. E poi non ho mani libere per un ombrello. Ciononostante amo la neve.

Di questi tempi van di moda gli elenchi. Ecco allora il mio elenco sul perché mi piace la neve.

Perché i bimbi metton su gli stivali colorati che nella neve son proprio belli
Perché quando cammino mi affondano i piedi dentro qualcosa di soffice
Perché è tutto bianco e la mia città, che solitamente sembra una pattumiera, sembra tutta pulita
Perché le ruote della macchina girano che è un piacere
Perché i bambini son felici e io con loro
Perché c’è un’atmosfera ovattata e molto intima
Perché sembra già Natale
Perché posso cantare Let it snow, let it snow, let it snow
Perché potrei cadere per terra ché tanto è morbido

Un Americano a Roma

Una volta mio cugino mi ha raccontato che una nostra amica sarebbe andata in America per un refreshment su dei business cases. Son rimasto a bocca aperta. Mi sembravan cose importanti. Gli ho chiesto quando sarebbe partita e lui mi ha detto che la partenza era schedulata di lì a due giorni. A quel punto mi son chiesto in che lingua mi stesse parlando. Non era mica italiano quella lingua lì. Ma non era neanche inglese. Era un ibrido, un po’ uno e un po’ l’altro. Il problema di ‘sta lingua qua è che non la capisce nessuno. Né un Inglese né tantomeno un Italiano. Almeno, io mica l’ho capita. Magari Alberto Sordi la capirebbe. Comunque mi ha assicurato che sarebbe tornata asap. Meno male, altrimenti stavo in pensiero.

Slow Man

C’è un libro di uno scrittore sudafricano premio Nobel, J.M. Coetzee, che si intitola Slow Man. Racconta la storia di un tizio che rimane senza una gamba. Io son senza un’anca e ho anche rischiato di restare senza una gamba quindi leggerò il romanzo (l’ho già acquistato) ché son proprio curioso di sapere come si comporta il protagonista. Userà delle stampelle? Magari mi dà qualche dritta. Al limite gliene posso dare qualcuna io.


Pablic Relescion

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Un post a caso

Storia di un’anca

Nelle serie di post presenti nella categoria “storia di un’anca” c’è la mia storia raccontata da un punto di vista un po’ particolare, quello della mia anca. Ché detta così suona un po’ strana come cosa ed effettivamente lo è! Ad un certo punto della storia fanno la loro comparsa “i Cinesi” che poi son le cellule del cancro. Le ho chiamate così solo perché son tante, certamente non con un intento discriminatorio nei confronti dei simpatici asiatici. Tutti i post, che poi son le parti di questa storia, si trovan qui.

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